Resistenza al fuoco pannelli fotovoltaici: linee guida dei Vigili del Fuoco e buona pratica

La situazione normativa

La normativa di riferimento per la resistenza al fuoco dei pannelli fotovoltaici in Italia è indicata dalle Linee Guida dei Vigili del Fuoco emesse dal Ministero degli Interni.

Le Linee Guida fanno riferimento alla norma UNI 9177 (Allegato C alla nota prot. 6334 del 4-5-2012 del Ministero degli Interni), che definisce le prove di resistenza al fuoco. D’altra parte la quasi totalità dei produttori mondiali fa riferimento alla norma internazionale IEC 91730, che definisce prove di resistenza al fuoco differenti dalle Linee Guida dei Vigili del Fuoco.

Classificazione di reazione al fuoco

In Italia per primo il D.M. 26/06/1984 ha stabilito norme, criteri e procedure per la classificazione di reazione al fuoco e l’omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi, con esclusione dei rischi derivanti dai fumi emessi in caso d’incendio dai suddetti materiali.

I materiali sono assegnati alle classi: 0, 1, 2, 3, 4, 5 con l’aumentare della loro partecipazione alla combustione, pertanto il comportamento di un materiale combustibile al fuoco è tanto migliore quanto più bassa è la classe (vedi UNI 9177).

Classe italiana Definizione
0 Materiali incombustibili
1 Materiali combustibili non infiammabili
2 Materiali combustibili difficilmente infiammabili
3 Materiali combustibili infiammabili
4 Materiali combustibili facilmente infiammabili
5 Materiali combustibili estremamente infiammabili

Approfondimento

Di seguito cerchiamo di fornire indicazioni operative per la verifica di compatibilità alle Linee Guida di installazioni di pannelli fotovoltaici su tetti in legno, materiale classificato come “non incombustibile”.

source TUV Rheinland

  • Non propagano le fiamme.
  • Resistono alle combustioni dall’esterno (es. blocchi di legno infiammati trasportati dal vento da edifici in fiamme).
  • Non cedono staticamente nel caso vi siano oggetti incendiati che bruciano sulla superficie superiore.

 

Un articolo del TUV del 2011 chiarisce che i moduli fotovoltaici che hanno superato i test ai sensi della norma IEC 91730 possono essere considerati equivalenti alla classe 2 della norma italiana UNI 9177. Inoltre, ai sensi delle Linee Guida dei Vigili del Fuoco occorre certificare il pannello in abbinamento alla copertura del tetto.

In mancanza di una certificazione della copertura (oppure nel caso di copertura “non incombustibile”) è necessario utilizzare moduli fotovoltaici di classe 1 di reazione al fuoco secondo la normativa Italiana UNI 9177 – di cui però esistono pochi prodotti disponibili sul mercato.

L’alternativa indicata dalle Linee Guida (Allegato B alla nota prot. 6334 del Min. Interni) è l’interposizione tra la copertura ed i pannelli di uno strato di materiale con resistenza al fuoco EI 30.

source gulsouthsolar.com

Esperienza diretta

Di seguito le foto di un pannello fulminato.

Forse a causa di un peso esterno sul pannello, unito a condizioni estreme di luce e calore, si è ridotta la luce tra backsheet e la guida di ancoraggio fino a provocare un contatto diretto che ha fatto aumentare la temperatura del backsheet facendolo degradare.

Un’altra causa di innesco potrebbe essere stata un “hot-spot” generato da un detrito, che ha avviato il degrado dell’isolamento e il contatto fra i circuiti della cella.

In seguito il cortocircuito si è diffuso ad altre celle ma la fiammata non si è propagata ad altre celle. Il pannello ha mantenuto la continuità alla stringa grazie all’integrità della scatola di giunzione.

Indicazioni pratiche

Gli impianti fotovoltaici non rientrano tra le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, ma l’installazione di moduli fotovoltaici sulle coperture può comportare un aggravio del preesistente livello di rischio di incendio.

Il testo coordinato del Ministero dell’Interno (riferimenti in calce) è un agglomerato di note, circolari e riferimenti esterni, privo di valenza pratica e normativa – addirittura è indicato in evidenza un “esonero di responsabilità”.

Il testo scarica la responsabilità di indirizzo e controllo ai Comandi Provinciali dei VV.FF., i quali si regolano caso per caso in mancanza di parametri coordinati a livello nazionale.

Le condizioni da evitare sono:

  • Interferenze con il sistema di ventilazione.
  • Ostacolo alle operazioni di raffreddamento e estinzione di tetti combustibili.
  • Propagazione delle fiamme verso l’interno del fabbricato in caso di incendio ai moduli fotovoltaici.

Le indicazioni da seguire sono:

  • Montaggio dei moduli ad almeno un metro da camini, lucernari e simili dei pannelli, condutture e analoghi dispositivi.
  • Sezionamento dei pannelli in modo da mantenere una tensione non superiore a quella di sicurezza (pari a 50 V) – l’obiettivo si raggiunge con:
    • Sezionatori di stringa comandati dall’interruttore a pulsante di emergenza all’ingresso dell’immobile oppure con.
    • Impiego di ottimizzatori di potenza con opzione “safe DC” per la riduzione ad 1 V in caso di apertura del circuito.
  • Interposizione di strato con resistenza al fuoco REI30 tra moduli e copertura.
  • Se disponibili utilizzare moduli di classe 1 per la reazione al fuoco (il loro impiego non esclude che sia necessaria l’interposizione dello strato REI30).

Nella pratica, per tetti residenziali dove spesso non è possibile non occupare spazi a ridosso di lucernari, la soluzione ideale è la copertura in sandwich di lamiera e isolante in lana minerale REI30. Oltre alla riduzione del rischio incendio, il tetto diventa isolato termicamente ed acusticamente e si risolve il vincolo dei pannelli di classe 1.

Riferimenti